La salute come responsabilità del singolo, il Dien Chan come opportunità

In questa fase storica, l'umanità intera si trova ad affrontare l'arrivo inaspettato di un ospite invisibile di cui conosciamo, per ora, poco più che il nome, Covid-19.

Oltre alle misure igieniche consigliate per proteggerci, cresce l'importanza di assumersi la responsabilità della propria salute, sia come prevenzione che come cura.

Foto da esi.it

Questa emergenza ha messo in luce da un lato le difficoltà oggettive del nostro sistema sanitario già sovraccarico, dall'altro la scarsa informazione sul fondamentale ruolo del sistema immunitario come primo alleato contro qualsiasi virus.

Il virus infatti attecchisce con più facilità in un ambiente dove l'immunità è già compromessa a causa di diversi fattori, tra cui:
  • aumento dell'età media della vita coincide spesso con l'aumento di disagi cronici con conseguente assunzione continua o prolungata di farmaci
  • stile di vita con ritmi innaturali, stress costante, alimentazione squilibrata, attività fisica insufficiente ecc.
  • inquinamento ambientale dovuto a polveri sottili, elettrosmog ecc.

Tutto questo pregiudica la nostra salute e si traduce in scarsa vitalità e sistema immunitario deficitario.
Alla luce di questo scenario diventa, se non doveroso perlomeno auspicabile che sempre più persone, diventino consapevoli dell'urgenza di pre-occuparsi del proprio stato di salute psico-fisico in maniera più autonoma e responsabile per non dover sempre delegare a terzi il compito di salvaguardare il nostro benessere.

Siamo noi per primi che dobbiamo migliorare la nostra capacità di rispettare, ascoltare e sostenere le esigenze del nostro corpo.

Il corpo come la natura ha una capacità innata di autoregolarsi, è una macchina perfetta che si autogestisce perfettamente, ma non è stata “programmata” per essere avvelenata.

Quando compare un sintomo (stanchezza, insonnia, dolore di varia natura, ecc) il corpo ci sta avvisando che qualcosa non va e quel messaggio è un ulteriore aiuto che lui ci sta dando in modo che possiamo intervenire subito e correggere il tiro.

Se quel messaggio rimane inascoltato, con il passare del tempo i messaggi-sintomo aumentano e possono trasformarsi in vere e proprie malattie.

Dobbiamo recuperare la capacità di ascoltarci e fermarci quando è necessario: molti disturbi potrebbero essere risolti rallentando e riposando o con semplici accorgimenti. Questo gioverebbe al nostro Sistema Immunitario e alleggerirebbe il nostro Sistema Sanitario.

Oggigiorno abbiamo accesso ad una quantità infinita di informazioni, volendo, e disponiamo di strumenti per imparare ad auto-trattarci e gestire autonomamente una serie di disagi senza o perlomeno prima di ricorrere all'assunzione di farmaci o all'intervento del medico o del Pronto Soccorso.

La Multi-Riflessologia Facciale Vietnamita è una delle opportunità: nasce a Saigon nel 1980 ed è figlia di una situazione drammatica, come stiamo vivendo oggi.

Il Professore Bui Quoc Chau, scopritore della tecnica, era all'epoca un giovane esperto agopuntore e si ritrova ad operare in uno stato di emergenza creatosi dai disastri lasciati dalla guerra del Vietnam:  centinaia di migliaia tra feriti, mutilati, ammalati stavano soffrendo senza poter accedere a cure mediche in quanto il Vietnam era diventato il terzo paese più povero del mondo.

Mosso da un incessante desiderio di aiutare e dare il proprio contributo alla popolazione, BQC comincia a riflettere sul fatto che la faccia (Dien) è una zona poco esplorata dalla millenaria Medicina Tradizionale Cinese, nonostante sia la parte del corpo che meglio esprime un disagio interiore (colorito, espressione ecc.) e quindi fondamentale già di per sé per “diagnosticare” (Chan) un disturbo.

Professore Bui Quoc Chau

Scopre nel giro di qualche anno, dedicandosi con tutto se stesso, che il viso è un giardino rigoglioso cosparso di punti-rimedi sensibili che, stimolati, innescano un processo di auto-regolazione su qualsiasi disequilibrio che il corpo manifesti.

Il suo grande e lodevole obbiettivo è stato quello di rendere questa tecnica il più semplice possibile, quasi a renderlo un gioco divertente, per far sì che tutti potessero conoscerla e praticarla per prendersi cura di se stessi.

E' partito dal particolare, con la scoperta del primo punto (punto 1, 26-3-1980) stimolato con un ago (strumento), per arrivare a trovare più di 600 punti, ma sulla base di questa mappa è arrivato al generale, creando figure vere e proprie consultabili anche da un bambino, in modo da poter agevolare la conoscenza zone del corpo riflesse sul viso ed evitare, qualora non fosse possibile, l'utilizzo di strumenti.

In modo autonomo, andando a stimolare una parte del corpo sempre a portata di mano – il viso appunto - picchiettando, premendo, scaldando determinate aree o punti, possiamo intervenire dai più piccoli disagi fino ad arrivare con costanza e pazienza alla soluzione di patologie croniche.

Mappe Dien Chan

Di fondamentale importanza è la sua efficacia sull'aumento della vitalità generale e di conseguenza sulla capacità del corpo di difendersi naturalmente contro il nemico esterno.

di Diana Pin



per maggiori informazioni sul metodo Dien Chan visita il sito riflessologiadienchan



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